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Funghi dei cimiteri (A.Di Meo)

CURIOSITA’

Funghi dei cimiteri
Quando ci si incontra fra amanti della natura, e in particolare fra i più incalliti cercatori di funghi, non importa se si è micologi esperti o micofagi (la quasi totalità) il discorso verte immediatamente su i tanto amati e desiderati miceti.
Vengono profuse energie in gran quantità per sciorinare le proprie conoscenze micologiche, i ritrovamenti, le raccolte eccezionali che si quantificavano in passato con sacchi pieni, attualmente in cofani di fuoristrada stracolmi di funghi.
Non va trascurato anche il fatto che i funghi da noi trovati e raccolti per aspetto, commestibilità ecc. sono i migliori, al punto tale di far venire l’acquolina in bocca e di suscitare l’invidia e il desiderio di scoprire dove troviamo tutta questa bontà da parte dei nostri interlocutori.
A questo punto il discorso si fa serio e un pò reticente, infatti la quasi totalità dei cercatori di funghi, gelosi delle proprie zone di ricerche e raccolte, incalzati dalle continue e pressanti richieste di svelare questi preziosi habitat, cercano di confondere le idee rispondendo in modo molto evasivo e elusivo con il preciso intento di disorientare la controparte.
A volte però succede che pur dicendo il vero non si viene presi sul serio, in modo particolare quando si asserisce che i funghi trovati provengono dal cimitero.
Spazio destinato ad ospitare i nostri cari defunti, luogo di raccoglimento e preghiera, certo non adatto a cercar funghi.
Infatti può sembrare alquanto anomalo, ma anche nei cimiteri specialmente dove ci sono spazi riservati a prato, o zone alberate, è possibile trovare specie fungine anche molto interessanti; ve le proponiamo cominciando da quelle che troviamo sotto i Cipressi simbolo dei cimiteri.
Agaricus cupressicola; Battarrea phalloides; Pholiota carbonaria;