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Le Piante officinali (Z. De Blasis)

Piante Aromatiche Officinali

Sin dall’origine l’uomo ha avuto un rapporto istintivo con le piante: ha cercato in esse le cause ed i rimedi dei suoi mali e con il passar del tempo ha imparato a conoscere il loro valore terapeutico ed a scoprirne le virtù curative, creando intorno un complesso mondo magico e mitologico.

La conoscenza delle piante officinali interessa gran parte della storia umana: dall’antico Egitto all’antica Grecia, dall’Impero Romano fino all’era moderna, per secoli si sono ripetute sperimentazioni che hanno cercato di svelare tutti i segreti delle piante. Erroneamente si crede che sia stata la scienza ufficiale ad insegnare l’utilizzo delle capacità terapeutiche delle piante medicinali, in realtà sono state le conoscenze, accumulate nei lunghi millenni di storia dell’umanità, a dare contenuto e rigore scientifico alle scoperte. Studiare queste piante significa, pertanto, non solo migliorare la conoscenza relativa al mondo vegetale, ma anche riscoprire tradizioni, usi e costumi dei popoli antichi e moderni.

Il nome di piante “officinali” deriva dagli antichi laboratori in cui lavoravano gli speziali, chiamati appunto officine (officinale sta anche ad indicare la pianta medicinale, che talvolta può essere velenosa ma utile per la scienza medica).

Nel Medioevo furono i monaci, grazie alla loro conoscenza del latino e del greco, ad ereditare le cognizioni degli antichi botanici; molti monasteri avevano laboratori dove si studiavano piante per varie terapie, permettendo a speziali, medici e botanici di confrontarsi per una migliore conoscenza.

Il primo “Hortus Salutaris” si deve all’opera svolta dagli abati di Monte Cassino della famosa Scuola Salernitana (XI-XII Sec.). Successivamente, nel 1490, nacque a Firenze il Ricettario fiorentino, una guida compilata per la salute pubblica. Tutto il periodo che va oltre il Cinquecento fu un fiorire di erbari figurati e di libri dedicati alle erbe.

In questa sezione del sito saranno elencate le piante più conosciute e presenti nel territorio della Valle Roveto con proprietà gastronomiche e terapeutiche, tali da suscitare curiosità nei confronti di quella parte di pubblico che non ha un rapporto scientifico con il mondo vegetale.